Era l’antico testamento dei nonni: quello di saper viva la coltivazione del “corno di capra”

La famiglia Gliubizzi, da sempre legata all’agricoltura, sin dal suo approdo a Barangiano, da ben cinque generazioni è dedita all’agricoltura e, in special modo, alla coltivazione del Corno di capra. Venduto dagli inizi del 1900 nella vicina cittadina di Avigliano, famosa ancor oggi per l’utilizzo nelle sue molteplici attività ristorative del peperone crusco e del baccalà, rinvivisce in un’ attività. Senza mai discostarsi dai metodi tradizionali di coltivazione, compunti di atavica saggezza e tramandati tra le generazioni, l’inebriante rosso porpora torna a colorare le tavole imbandite di calore umano.

In via di sviluppo anche “L’oro rosso di Santa Sofia”, così denominato nella coltivazione del fiore prezioso: lo zafferano. A rendere uniche ed irripetibili le produzioni, la scelta di non scendere a compromessi ed evitare l’utilizzo di tecniche colturali moderne contraddistinte dall’uso di concimi chimici e pesticidi a base di glifosato e non solo, dannose per la salute del consumatore. Scelta aziendale a discapito della resa produttiva ma a tutto vantaggio della qualità e della sua eccellenza.